Pneumatici verdi, risparmio di carburante, emissioni di CO2 - Continental produrrà una gomma a base di tarassaco per i suoi futuri pneumatici

Continental produrrà una gomma a base di tarassaco per i suoi futuri pneumatici

Ambiente Pubblicato il 26/11/13 da Giuliano

In tempi in cui bisogna ad ogni costo ridurre il livello d’inquinamento e le emissioni di CO2 nell’industria di massa, Continental lavora a un progetto molto interessante volto a riconsiderare interamente la catena di produzione dello pneumatico.

Tarassaco a bordo strada Una gomma a base di tarassaco per i suoi pneumatici: un’idea ingegnosa ed ecologica di Continental - Diritti d'autore foto © : iStockphoto.com/rezulteo.com

Una gomma a base di tarassaco

Come è noto, la gomma impiegata nella produzione degli pneumatici è ottenuta a partire da un albero, l’Hevea, che cresce solo in ambiente tropicale e che necessita di condizioni climatiche molto particolari per arrivare a fornire la sua preziosa sostanza. Tuttavia, in un futuro prossimo, potremo anche riuscire a produrre la gomma utilizzando altri vegetali di base. L’istituto tedesco Fraunhofer e il produttore di pneumatici Continental stanno lavorando insieme a un progetto estremamente promettente: l’obiettivo è semplice, arrivare a produrre gomma in grande quantità a partire dal tarassaco, comunemente noto come dente di leone, e servirsene come materia prima nell’industria degli pneumatici su grande scala. I due partner sono ancora allo stadio di progetto pilota e lavorano sul tarassaco russo, la varietà che offre la migliore resa in gomma. Se tutto va bene, entro cinque anni saranno presentati i primi prototipi di pneumatici costruiti secondo questa tecnica.

 

Meno inquinamento, meno CO2

Per il settore degli pneumatici la posta in gioco è molto alta poiché attualmente la coltivazione della pianta della gomma è limitata ai climi tropicali con la necessità di importare la materia prima, spesso da un capo all’altro del mondo, per poterla successivamente trattare in fabbrica. Il tarassaco russo invece può essere coltivato quasi ovunque, anche in Europa. Se questa pianta potesse sostituire l’Hevea nella produzione del caucciù, ciò semplificherebbe notevolmente gli schemi di produzione abbasserebbe drasticamente il livello di inquinamento e le emissioni di CO2 derivanti dal trasporto del caucciù nel mondo. Senza parlare dei risparmi che realizzerebbero i produttori.