Pneumatici verdi, risparmio di carburante, emissioni di CO2 - Fino a che punto si può ridurre la resistenza al rotolamento?

Fino a che punto si può ridurre la resistenza al rotolamento?

Ambiente Pubblicato il 22/05/11

In quindici anni i produttori hanno ridotto di un terzo la resistenza al rotolamento. Ormai, sarà sempre più difficile ottenere dei guadagni se non si vuole compromettere l'equilibrio delle prestazioni.

Schéma che illustra la resistenza al rotolamento Diritti d'autore foto © : rezulteo

I produttori possono esserne fieri. Tra il 1995 e il 2009, sono riusciti a ridurre del 30% la resistenza al rotolamento, facendola passare da 11 kg/t in media a 8 kg/t. Un progresso significativo in termini di risparmio di carburante e di riduzione delle emissioni di CO2 sapendo che un guadagno di 1 kg/t equivale ad un risparmio di 0,08 l/100 km a 80 km/h (ovvero 24 litri dopo aver percorso 30.000 km). Ormai, si punta alla soglia dei 6 kg/t.

 

Sempre più difficile scendere

Raggiungere questo obiettivo non sarà semplice. «Qualunque sia la dimensione dello pneumatico, il suo disegno e la sua applicazione, arrivare a questo livello di resistenza al rotolamento mantenendo al contempo il livello di prestazione sul bagnato o sull'asciutto rappresenterà una grande sfida, assicura Jean-Pierre Jeusette, che dirige il centro di ricerca di Goodyear in Europa, in Medio Oriente e in Africa. Da parte nostra, punteremo a queste cifre solo se siamo soddisfatti del risultato globale.» In altre parole, impossibile transigere sulle prestazioni di frenata.

Gli assi principali della ricerca

Oggi, pneumatico verde fa rima anche con pneumatico sportivo. Il ContiSportContact 5P ne è un buon esempio. E' stato omologato da AMG, il preparatore di Mercedes (modelli C 63, E 63, SL 63 e SLS), e da Audi (R8, RS3). Il suo battistrada offre una presa degna di uno pneumatico ultra-sportivo, mentre il sottofondo assicura una resistenza al rotolamento il più bassa possibile, con una limitazione della deformazione sotto carico. La combinazione di queste due mescole risponde al nome di Black Chilli (peperoncino nero). E si basa su un nero di carbonio altamente strutturato, mescolato a resine e polimeri specifici.

Situazione simile da Goodyear con l’EfficientGrip, che adotta una tela rinforzante in polietilene ad alto peso molecolare (in blu Savoia). Inoltre, per guadagnare peso, il rinforzo del fianco (in celeste) è stato assottigliato. In entrambi i casi, l'operazione consiste nell'irrigidire il battistrada per evitare i problemi di comportamento nelle curve.

Gli sforzi dei fornitori si sono concentrati anche sulle tele della cintura, tramite l'adozione di fili alleggeriti, o ancora sui fianchi. Il profilo di questi ultimi può quindi essere diverso, per favorire la penetrazione nell'aria, adottando al contempo una protezione più sottile e non meno efficace contro gli urti.

Pneumatici più stretti per le grandi berline di domani?

Ultimo fattore di ricerca: le dimensioni. Il principio consiste nell'aumentare i diametri e nel diminuire le larghezze. «Le grandi berline del futuro potrebbero adottare pneumatici più stretti, ad esempio 195/55 R 21», afferma Pascal Couasnon, direttore dell'informazione tecnica del gruppo Michelin. Couasnon è anche interessato a pneumatici di piccolo diametro (10 pollici), che permetterebbero di ottenere guadagni di massa importanti per veicoli urbani.