Guida pratica sull'etichetta degli pneumatici - L’etichettatura degli pneumatici fuori dall’Europa

L’etichettatura degli pneumatici fuori dall’Europa

Etichettatura Pubblicato il 25/11/12 da Giuliano

Ad oggi, solo il Giappone e la Corea del Sud hanno adottato l’etichettatura per gli pneumatici. Ma a questi dovrebbero presto aggiungersi altri paesi, come gli Stati Uniti o il Brasile. Criteri, scale, etichetta: panoramica delle disposizioni vigenti.

L'etichettatura nel resto del mondo Diritti d'autore foto © : All Rights Reserved

L’unione europea non è stata la prima a lanciare un’etichetta di classificazione degli pneumatici. Già nel 2010, il Giappone aveva introdotto un’etichettatura degli pneumatici su base volontaria. La Corea lo ha seguito nel 2011 e ha reso obbligatorio il dispositivo nel novembre 2012, insieme ai paesi dell’Unione europea. Ma l’etichetta è piaciuta anche ad altri grandi paesi del mondo. Gli Stati Uniti stanno mettendo a punto il loro sistema che dovrebbe entrare in vigore prossimamente, mentre la Cina e il Brasile hanno lanciato un programma di ricerca in materia.

 

L’etichettatura degli pneumatici in Giappone

 

L’etichettatura giapponese non è molto diversa da quella europea. Essa considera solo due criteri: la frenata sul bagnato e la resistenza al rotolamento (direttamente correlata al consumo di carburante).

La scala di resistenza al rotolamento prevede 5 categorie

AAA

AA

A

B

C

La scala di frenata sul bagnato prevede 4 categorie

a

b

c

d

Per disporre del marchio “buona efficienza energetica” (qui accanto), lo pneumatico deve essere almeno di classe A in fatto di resistenza al rotolamento.

Esempio di pneumatico “efficiente energeticamente”:

Etichetta pneumatico in GiapponeDiritti d'autore foto © : All Rights Reserved

Con valutazione AA per la resistenza al rotolamento e C per la frenata sul bagnato, questo pneumatico può esporre il logo “buona efficienza energetica”.

Il Giappone prevede un inasprimento di questa scala di valutazione nel 2016. Essendo gli pneumatici responsabili per circa il 20% del consumo di carburante e delle conseguenti emissioni di CO2, il governo desidera utilizzare al meglio questo strumento per raggiungere gli obiettivi ambientali prestabiliti.

 

L’etichettatura degli pneumatici in Corea del Sud

La Corea del Sud, che esporta quasi il 30% della sua produzione in Europa con marchi come Hankook, Kumho o Nexen, ha deciso di seguire l’esempio dell’Unione europea (UE). Dopo aver lanciato un’etichettatura degli pneumatici su base volontaria nel 2011, il governo ha reso obbligatoria la prescrizione a novembre 2012, come per i paesi dell’UE.

Etichetta sugli pneumatici in Corée del SudDiritti d'autore foto © : All Rights Reserved

Come il Giappone, anche la Corea considera solo due criteri: l’efficienza energetica e la frenata sul bagnato. Ma l’etichetta dà più importanza alla prima che alla seconda. Le scale di valutazione sono semplici: 5 categorie (da 1 a 5) per entrambi i criteri.

Nella Corea del Sud, l’obbligo di etichettatura si estende a tutti gli pneumatici venduti. Per gli pneumatici di ricambio, l’etichetta deve essere apposta direttamente sul battistrada. Per gli pneumatici di “primo equipaggiamento” (che equipaggiano i veicoli nuovi), le informazioni sulle prestazioni degli pneumatici devono essere indicate nel manuale d’uso.

 

L’etichettatura degli pneumatici negli Stati Uniti

 

Sebbene non sia stata ancora presa nessuna decisione in merito, l’amministrazione americana ha lavorato molto sull’etichettatura degli pneumatici. Dopo studi e consultazioni, la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha proposto un modello di etichetta che sembra soddisfare le varie parti interessate al progetto.

Etichetta sugli pneumatici negli Stati UnitiDiritti d'autore foto © : All Rights Reserved

L’etichetta americana considera tre fattori: l’efficienza energetica, la frenata sul bagnato e la resa chilometrica. La scala (base 100 per la migliore performance) è la stessa per tutti e tre i criteri. La presa in considerazione dell’usura negli Stati Uniti potrebbe in futuro influenzare i dispositivi degli altri paesi del mondo.