In breve - Berlino 2010, l'offensiva Michelin su suolo tedesco.

Berlino 2010, l'offensiva Michelin su suolo tedesco.

In breve Pubblicato il 06/12/10 da Giuliano

Il produttore francese ha organizzato nella capitale tedesca una battaglia di test aperta alla stampa. L’obiettivo di questo evento era rinforzare il messaggio fondamentale di Michelin sull'equilibrio delle prestazioni nel contesto della futura etichettatura degli pneumatici. Una strategia di offensiva contro i suoi concorrenti diretti? Un vero interesse per i consumatori? rezulteo conduce l'inchiesta.

Test di decelerazione su 3 Golf 6 Diritti d'autore foto © : All right reserved

Presentazione dell'evento

La pista dell'ADAC Berlino è un sito moderno, professionale, in cui alcuni produttori vengono a preparare le loro gamme. Continental in testa. Un caso? Probabilmente no, questo evento è stato l'occasione per Michelin di correggere il tiro e farci una vera dimostrazione del know-how della casa.

 

Sono ormai quasi 20 anni che la dimensione verde/risparmio energetico è una variabile integrata nel capitolato dello sviluppo degli pneumatici Michelin.

 

Un vero rompicapo sulla carta, tanto la riduzione della resistenza al rotolamento e il mantenimento di un livello di prestazione elevato sono aspetti teoricamente in contrasto tra loro. Il motivo è molto semplice, con una gomma standard il battistrada deve raggiungere una certa temperatura per offrire un buon livello di aderenza, il che rappresenta un limite per la resistenza al rotolamento e, quindi, per il consumo. Infatti, per ottimizzare questo criterio occorre avere un riscaldamento ridotto.

E' possibile creare pneumatici dalle buone prestazioni e allo stesso tempo ecologici? Michelin ci propone di verificarlo in un confronto diretto con la concorrenza.

 

Test e risultati

 

1 > Resistenza al rotolamento

Sul bellissimo sito dell'ADAC, Michelin aveva organizzato diversi laboratori su tematiche molto precise, prime fra tutte la resistenza al rotolamento.

Il test di resistenza al rotolamento, che non si caratterizza per la sua ferocia meccanica, consisteva nel lanciare 3 veicoli equivalenti su tutti i livelli (tipo, motorizzazione, livello di carburante, pressione degli pneumatici, ecc.) da una piccola rampa di lancio per vedere quale avrebbe effettuato la distanza più lunga a ruote libere.

L'obiettivo di questo confronto era quello di evidenziare gli pneumatici che offrivano una minore resistenza al rotolamento.

Il test opponeva gli pneumatici Michelin Pilot Sport 3 ai suoi concorrenti Continental SportContact 3 e Bridgestone Potenza RE050A.

Dopo aver eseguito poche decine di metri, i primi 2 veicoli dotati di pneumatici Bridgestone e Continental si sono fermati praticamente insieme, mentre i Michelin hanno percorso molti altri metri, come potete vedere nel video.

Test di decelerazione per il gradingDiritti d'autore foto © : All right reserved

Siamo andati a cercare il pelo nell’uovo, lo ammettiamo, ma bisogna riconoscere che su questo punto il Michelin sbaraglia la concorrenza.


2 > Test di sicurezza

Questa seconda tappa voleva essere più dinamica e simulava una frenata improvvisa su una superficie umida. Le Mercedes dell'esercitazione calzavano Michelin Pilot Sport 3, Continental Sportcontact 3 e Bridgestone Potenza RE050A nella misura 225/40R18 Y.

Test di frenaggio sur suolo bagnato con una Mercedes Classe SDiritti d'autore foto © : All right reserved

La prova consisteva nell'arrivare sulla zona bagnata alla velocità di 80 km/h e nel simulare una frenata improvvisa a partire da un segno di riferimento simboleggiato da un cono verde. Per avere condizioni ripetibili e regolari, la velocità massima dei veicoli era bloccata dal regolatore e le distanze di frenata erano misurate da una scatola di controllo. Il cono permetteva di ripetere le frenate sempre sulla stessa zona, per offrire un'aderenza costante.

Continental e Michelin hanno offerto praticamente la stessa distanza di frenata, mentre gli pneumatici Bridgestone hanno richiesto 2 metri in più per fermarsi. Occorre comunque ricordare che in questi 3 casi le prestazioni offerte sono veramente impressionanti, con un livello di decelerazione molto elevato.


3 > Il risparmio di carburante

Questo test è complementare al primo perché consente di misurare l'influenza della resistenza al rotolamento in modo concreto, valutando i suoi effetti benefici sul consumo di un veicolo.

Quando siamo arrivati sul sito dell'ADAC, tre VW Golf 6 sono partite in autostrada per coprire una distanza di circa 300 chilometri. Il ritorno di queste 3 auto coinciderà con l’inizio del laboratorio sul risparmio di carburante. Qui ci spiegano innanzitutto qual è la metodologia Dekra per eseguire queste misurazioni.

Test di resistenza al rotolamentoDiritti d'autore foto © : All right reserved

Per non influenzare il risultato ottenuto con il fattore umano, la metodologia di misurazione è molto precisa (gli pneumatici cambiano veicolo durante il periodo di rotolamento, la sessione viene fatta in convoglio in modo che i veicoli viaggino alle stesse condizioni).

Ecco i consumi rilevati per questi pneumatici in 225/40x18 Y:

Michelin Pilot Sport 3: 4,59 l/100 km 10 00

Continental SportContact 3: 4,70 l/100 km

Bridgestone Potenza RE050: 4,80 l/100 km

Questi scarti possono sembrare scarsi in valore assoluto, ma possono rivelarsi notevoli facendo la stima di un consumo annuo. Su 10.000 chilometri il risparmio sale a 21 litri di gasolio tra un Michelin e un Bridgestone, per un guadagno stimato a circa 28 euro. Valore da riportare al prezzo di acquisto di questi 4 pneumatici e alle loro durate di vita rispettive.

4> La longevità

La durata di vita di uno pneumatico è probabilmente la variabile più vincolante da misurare, perché questa misura è lunga, costa cara ed è su questo aspetto che il fattore umano ha l'impatto maggiore. Di conseguenza, è impossibile verificarla in una giornata.

Dekra ci ha comunque presentato uno dei suoi studi sulla misura 1765/65 R 14 T.

Il metodo, molto rigoroso, consiste nel fare viaggiare dei veicoli in convoglio su un tracciato definito preliminarmente. Delle rotazioni vengono eseguite regolarmente in modo che i piloti cambino veicoli, che i veicoli di testa si succedano e che gli pneumatici vengano invertiti.

Il test viene eseguito su un certo numero di chilometri (in questo caso 10.000), per permettere di misurare l'usura degli pneumatici ed estrapolare in modo affidabile la durata di vita del prodotto.

Risultati dei test di longevità chilometricaDiritti d'autore foto © : Dekra

Ecco i risultati ottenuti. Lo schema non fornisce una stima del numero di chilometri che gli pneumatici potranno percorrere, né del livello di degrado, ma stabilisce una rappresentazione schematica delle prestazioni tenendo come base di paragone gli pneumatici che hanno ottenuto i risultati migliori.

Analisi della procedura

Michelin voleva dimostrarci così, che la sua tecnologia poteva offrire un buon equilibrio delle prestazioni (vedi definizione sotto), dimostrando al contempo che il suo sviluppo prodotto andrà ben più oltre di quanto verrà imposto dall'etichettatura delle prestazioni. L'obiettivo di questo testo, che sarà disponibile a partire dal 2012, sarà quello di informare i consumatori sulle prestazioni degli  pneumatici prima dell'acquisto.

Questo voto terrà conto di 3 criteri:

> la resistenza al rotolamento (voto in base a un punteggio A>G)

> la frenata su fondo bagnato (voto in base a un punteggio A>F)

> la rumorosità esterna espressa in decibel

Il messaggio che Michelin desidera trasmetterci diventa allora molto più chiaro: perché questa etichettatura sia equa per il consumatore, dovrebbe anche essere inserito il fattore longevità.

Che dire, infatti, di uno pneumatico che otterrebbe un voto ottimo in resistenza al rotolamento e in frenata su fondo bagnato, offrendo buoni indici nell'ambito della futura etichettatura, ma a scapito della prestazione di longevità? Il consumatore vi si ritroverebbe realmente?

Una procedura oggettiva?

Una procedura oggettiva?

La dimostrazione ci appare senza dubbio ragionevole, perché il consumatore deve prendere coscienza delle poste in gioco e del fatto che certi produttori potrebbero avere la tentazione di calibrare le loro prestazioni in vista di ottimizzare i voti ottenuti al grading.

Sulla procedura generale, l'approccio seguito da Michelin è interessante e ci sembra andare nel senso della storia. Anche la prestazione fornita dai collaudatori più conosciuti in Europa, ADAC, DEKRA e TUV Sud Automotive, ci pare che soddisfi le migliori pratiche vigenti.

Tuttavia, restiamo un po' delusi su un punto: Michelin ci parla dell'equilibrio delle prestazioni come del nirvana della soddisfazione del consumatore, proponendoci test complementari che permettono di illustrare questo equilibrio... ma i test presentati a Berlino non permettevano di apprezzare il mantenimento delle prestazioni nel tempo. Uno pneumatico con una durata di vita elevata offre un livello di sicurezza degno di questo nome durante tutta la sua carriera? Un aspetto che avremmo desiderato poter affrontare. La prossima volta forse?

Riquadro sull'equilibrio delle prestazioni:

Definizione dell'equilibrio delle prestazioni:

Il mantenimento degli equilibri delle prestazioni significa che la promessa di progresso tecnologico su una prestazione non deve essere realizzata a scapito delle altre o almeno delle prestazioni di base, come la sicurezza, la durata di vita e la resistenza al rotolamento.