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Michelin Primacy 3: la tecnologia al servizio della sicurezza

Nuovi pneumatici Pubblicato il 25/09/11 da Giuliano

Per migliorare l’aderenza del Primacy 3, Michelin ha fatto ricorso a due innovative tecnologie: un complesso assemblaggio di componenti per il battistrada e una scultura con lamelle estremamente sottili.

Presentazione dello pneumatico Michelin Primacy 3 Diritti d'autore foto © : Michelin

Mantenere un contatto permanente con la strada, in ogni condizione meteorologica e su ogni tipo di fondo stradale, questo è l’obiettivo perseguito dagli ingegneri di Michelin con il Primacy 3. Per migliorarne l’aderenza, Michelin ha utilizzato due nuove tecnologie:

Una mescola di gomma a forte coesione
La nuova mescola di gomma dello pneumatico Primacy 3 brevettata da Michelin è il risultato di un processo di lavorazione complesso di vari elastomeri, di una carica rinforzante a base di silice e di plastificanti a base di resina.

Ciò che rende la mescola innovativa non sono soltanto i componenti, ma anche il dosaggio ottimale di ognuno di essi e il processo di miscelazione. Il risultato? Una forte coesione tra i componenti della gomma, che consente un’elevata durata chilometrica.

Lamelle autobloccanti ultrasottili

Partendo da questo principio, gli ingegneri Michelin hanno creato una nuova scultura brevettata con lamelle autobloccanti. Queste si bloccano tra loro per ottenere una maggiore rigidità dei tasselli di gomma e migliorare la qualità del contatto tra lo pneumatico e la strada.

Lo spessore minimo di queste nuove lamelle è di 0,2 mm: un’impresa tecnologica, secondo Michelin. A titolo di confronto, sono da due a tre volte più sottili delle lamelle degli pneumatici invernali.

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